SULLA SANITA’ SERVONO INFORMAZIONI CORRETTE E CHIAREZZA

RanalliRenzi

Non si può parlare di “chiusura e de-potenziamento” quando si parla di sanità nel nostro territorio. Serve solo a far crescere la sfiducia e la preoccupazione tra i cittadini, senza preoccuparsi di fare reale chiarezza sui cambiamenti in corso e, addirittura, finendo col non mettere al centro i bisogni dei cittadini che il nostro sistema sanitario deve, invece, soddisfare.

L’Ausl Romagnola è un grande progetto di miglioramento della protezione sanitaria del nostro territorio, devono però essere resi chiari i vantaggi che ne derivano per i cittadini: ho un disagio e un bisogno, dove  trovo la risposta, a seconda della complessità e della specializzazione necessaria.

Dal servizio di base all’alta specializzazione, vicino a casa  o in altro città, è la completezza e la qualità dell’assistenza e cura che fanno e faranno della sanità della nostra Regione un’eccellenza.

Spiegare e coinvolgere i cittadini nel processo di costruzione dell’area sanitaria romagnola,  è parte essenziale del processo e deve impegnare prima di tutto chi ha la responsabilità del governo e della conduzione dell’Azienda, Sindaci e Direzione generale.  Il cittadino non deve vivere con angoscia e timore questi passaggi: perché ciò avvenga gli operatori devono poter svolgere con serenità e motivazione il proprio servizio, erogare l’appropriata assistenza, anche nel mutato contesto organizzativo.

Chi governa la sanità deve fare ogni sforzo possibile per spiegare al cittadino che, oggi, erogare in modo appropriato la sanità può avere un volto diverso, ma non una sostanza diversa, da ciò che abbiamo vissuto fino ad oggi e da ciò che fino ad oggi è stata la nostra realtà assistenziale ospedaliera e territoriale.

Per migliorare la risposta ai bisogni della popolazione (disagi, malattie) per curare in modo adeguato, si dovranno pensare sistemi e organizzazioni, inconsuete e nuove, e di sempre maggiore complessità, e proprio da qui nasce l’esigenza di “sanità partecipata” e di dirigenza capace di costruire tale processo. La semplice efficienza organizzativa non è l’unico obiettivo della sanità pubblica.

Avremo sempre più bisogno di una struttura che assicuri localmente il primo intervento, seguìto a seconda dell’intensità di cura necessaria, dall’utilizzo dell’ospedale specificamente idoneo, o di base o specializzato.

Ad esempio, nel 2010 la ginecologia di Lugo ha trasferito i propri letti, mantenendone la gestione, presso la chirurgia polispecialistica (chirurgia generale, urologia, neurochirurgia, ginecologia). A causa della scarsa informazione e coinvolgimento nell’innovazione si è diffusa tra i cittadini la convinzione di aver perso la ginecologia a Lugo, e gli operatori hanno potuto informare e rassicurare i singoli cittadini solo al momento del primo contatto.

E’ un piccolo, ma importante, esempio di come la mancanza di informazione adeguata e di coinvolgimento dell’utenza crei leggende metropolitane, speculazioni inappropriate e paure infondate. La mancanza di un adeguato percorso informativo e di coinvolgimento fa sentire il cittadino isolato e costretto a subire mutamenti di cui non coglie il significato, genera sfiducia che si ripercuote nel rapporto tra utente e operatore sanitario, e, in definitiva, incrina la consapevolezza dell’assunto  principale da cui la sanità della nostra Regione parte: il cittadino, il suo bisogno di assistenza e cura, dalle cose più semplici a quelle più rare e complesse, ed ogni  novità e mutamento serve a fornire servizi più estesi e adeguati, ad  avere la cura più adeguata alla sua guarigione. La nuova Ausl Romagnola è la forma organizzativa appropriata per raggiungere questi obiettivi e per questo il processo di realizzazione non deve essere gestito in modo burocratico, bensì informato e partecipato e la dirigenza deve essere all’altezza del compito.

Per noi a Lugo è particolarmente importante la chiarezza e l’attenzione all’area della natalità, da sempre fiore all’occhiello del nostro Ospedale e servizio più di altri legato, ovunque, strettamente al territorio e, unica eccezione nella sanità, di servizio rivolto a persone sane.

Da queste premesse discende la necessità di mantenere e implementare: un ambulatorio della gravidanza che identifichi quelle non a rischio o a basso rischio, quelle a rischio di complicazioni, individuando in questo terzo caso il centro più appropriato per il bisogno assistenziale del neonato anche prima della nascita.

La presenza di ambulatori come al punto precedente, permette di curare o, meglio, di prendersi cura, in modo efficiente di tutti i casi secondo un modello assistenziale che tenga conto di: intensità di cura e      prevedibilità dell’assistenza.

Tutto ciò può essere garantito solo da una “funzione trasversale” dei servizi di maternità, con ampia diffusibilità dei centri per l’assistenza ai parti non a rischio e bassa o bassissima diffusibilità per i centri di assistenza ai parti a rischio.

Io penso che il processo di integrazione dei servizi sanitari nella Romagna, sia la scelta adeguata per curare meglio i romagnoli, che L’ospedale di Lugo sia un polo essenziale del sistema, la cui realizzazione ed il cui successo necessitano del protagonismo dei decisori politici, di una dirigenza sanitaria all’altezza, di professionisti motivati e di cittadini informati e al centro del cambiamento.

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